January 03, 2009

Quanto alcol c'è in una birra analcolica?

Quanto alcol c'è in una birra analcolica?
Sembra una domanda sciocca, e la risposta logica dovrebbe essere "nessuna quantità"
Invece la risposta corretta è "DIPENDE"....

La seconda domanda faziosa è correlata alla prima ed è:
"Quante calorie contiene una birra analcolica ?"
La risposta ovviamente è "Dipende" anche in questo caso, perchè le calorie sono legate prevalentemente alla concentrazione di alcol.

Facciamo un passo indietro ai metodi di produzione.
Per fare una birra senza alcol si possono usare due modi:
1 )rimuovere l'alcol da una birra lager
2)interrompere precocemente fermentazione abbassando la temperatura. Si parla infatti di fermentazione a freddo.

Il secondo metodo, di gran lunga il più utilizzato, permette di ottenere birre che sono QUASI SENZA ALCOL.
La legge italiana prevede per le birre analcoliche un massimo di 8 gradi Plato, pari circa all' 1,2%. Negli Stati Uniti il tasso alcolico non deve superare lo 0,4% e in Gran Bretagna addirittura lo 0,05%.

Quindi attenzione all'etichetta, che deve riportare il grado alcolico della bevanda.
Per ottenere il conteggio delle calorie ingerite basta un semplice calcolo partendo dal fatto che un grammo di alcol fornisce circa 7 calorie.
Ma il grado alcolico riportato in etichetta non corrisponde ad 1 g di alcol bensì ad 1 ml di etanolo, che sviluppa all'incirca 5,6 Kcal (5,53 kcal per la precisione).
Se vuoi esercitarti con qualche conteggio ricorda anche che le calorie della birra derivano anche dal malto non fermentato (la cui concentrazione è minore nelle birre alcoliche ma non trascurabile in quelle analcoliche).
Per chi ama la semplicità e un pò meno la matematica basti ricordare che la birra analcolica ha circa 15 kcal per 100 g, mentre una alcolica con il 5% in volume di alcol si attesta intorno alle 35 Kcal per 100 g.

E ora il Marketing....
In Italia sono in commercio diverse marche di birre analcoliche con concentrazione di alcol comprese tra lo 0,01 e 1,2%. Molto pubblicizzata anche la Drive Beer che si guarda bene dal proporsi come analcolica con il suo 2,5 % di grado alcolico.

Nel mercato italiano le più conosciute sono la Tourtel (prodotta dal gruppo Peroni) la Moretti Zero, La Wuhrer (prodotta dal gruppo Peroni), la Dreher, la venetissima birra analcolica Dolomiti (prodotta dal gruppo Padavena).
La Moretti Zero (prodotta dal gruppo Heineken) ha conquistato in poco tempo oltre il 10% del segmento analcoliche e light nonostante il suo sapore. La campagna pubblicitaria firmata da Armando Testa la presenta come una "birra innovativa nel segmento delle analcoliche" senza però spiegare in che cosa consiste il suo contributo all'innovazione. E' tuttavia "innovativo" investire in marketing e comunicazione, anche below the line, in un segmento da sempre trascurato dai grandi produttori. E' significativo notare che i grandi produttori di birra non menzionano neanche nei loro siti il fatto che producono anche un marchio light o analcolico!!!
San Miguel ha lanciato sul mercato spagnolo la sua 0,0 con tè al limone orientandosi su un target di giovani e amanti del benessere, già dall'estate 2008.
Il gruppo spagnolo, che punta all'innovazione del prodotto, vuole posizionarsi tra il segmento delle birre analcoliche e quello delle bevande alla frutta. L'esperimento era già cominciato con la birra 0,0 alla mela.
Tutte le strategie di comunicazione messe in atto fino ad ora puntano sul messaggio... "Il gusto è simile ma con zero alcol". Secondo me sono strategie perdenti.
Chiunque abbia assaggiato una birra analcolica sa benissimo che il gusto è completamente diverso da quello della cugina alcolica.
Si dovrebbe puntare invece sull'aspetto esperienziale e tribale
Per cominciare associare l'idea del consumo di birra analcolica ad un ambiente di festa e divertimento; poi valorizzare con testimonial credibili un modello di consumatore trendy e innovativo.
Una strategia multi-canale che facesse leva su una community già esistente (gruppi sportivi, tifosi, amanti di discipline orientali....) sarebbe il massimo!
Ma è inutile sognare ad occhi aperti. Ci tocca sorbirci Fisichella, mentre tutti continuano a tenersi ben lontani dalla birra analcolica.

IL GUSTO
O la ami o la odi!
In rete si trovano commenti molto espliciti sul gusto delle birre analcoliche. Qualcuno le paragona a lavatura di piatti, brodo di lumache amare, scolatura di lavello, estratto di tortellini alla carne allungato con fondi di caffè.... A me piace!
Paradossalmente quella che reputo più buona è anche la meno cara: la Wuhrer analcolica.
La peggiore in assoluto la Moretti zero.

Se poi la birra vuoi fartela da solo ecco dove trovare tutta l'attrezzatura
e questa è la ricetta.

2 comments:

AAA Copywriter said...

Posso dirti che nel 1972 a Helsinki, con un amico tedesco abbiamo fatto l'esperimento. In un pomeriggio abbiamo bevuto 30 bottiglie da 33 cl. a testa senza altra conseguenza che quella di un frequentissimo andirivieni al cesso. Era la prima e l'ultima volta che ho bevuto birra analcolica, per Bacco! :D

Alex

meristemi said...

Ma questo rincorrere la clientela underage con l'analcolica non è una fidelizzazione in anticipo, per quando avranno l'età per bere la "birra come si deve". Non ho ancora capito se considerare la birra analcolica l'ennesimo teaser o se effettivamente anche i produttori la ritengono un'alternativa a quella "vera"